A Como il convegno “Lo Spazio che serve l’Industria”, promosso da Involve Space

La New space economy come motore di innovazione, crescita e competitività per l'Italia
Como, 29 settembre 2026 – Dall'osservazione della Terra all'esplorazione lunare, dai nuovi modelli di business spaziali alle ricadute concrete sull'economia reale, il futuro della New space economy italiana è stato al centro di Lo Spazio che serve l'Industria, il convegno promosso da Involve Space che ha riunito a Villa Sucota istituzioni, industria, ricerca e aziende per discutere il ruolo sempre più strategico dello spazio nello sviluppo tecnologico e industriale del Paese.
Ad aprire i lavori è stato Alessandro Fermi, Assessore all’Università, Ricerca e Innovazione della Regione Lombardia, che ha portato il saluto istituzionale del Presidente della Regione,
“La Lombardia è oggi la regione più competitiva del Paese nel settore aerospaziale. Mettiamo a disposizione risorse, infrastrutture, università e un ecosistema industriale che trova negli hub di Como e Varese alcune delle sue massime espressioni. Il nostro compito è creare le condizioni affinché ricerca, impresa e innovazione possano crescere insieme. Ci aspettiamo che gli investimenti e le opportunità offerte al comparto si traducano in ricadute concrete per i territori: nuove competenze, occupazione qualificata e soluzioni capaci di rispondere alle sfide reali delle nostre comunità. È su questo terreno che la Regione Lombardia continuerà a sostenere con decisione lo sviluppo del settore aerospaziale”, ha affermato l’Assessore Fermi.
A seguire, l'intervento dell’On. Elena Donazzan, Europarlamentare, Vicepresidente della Commissione Industria, Ricerca ed Energia, Vicepresidente dell'Intergruppo del Parlamento Europeo su Sky and Space e relatore del Parlamento Europeo per l'EU Space Act, che ha offerto una riflessione sul posizionamento dell'Europa nel nuovo scenario della space economy globale e dell’Italia nella costruzione dell’EU Space Act.
"Lo European Space Act rappresenta un passaggio decisivo per la costruzione di un vero mercato unico europeo dello spazio: un quadro normativo capace di garantire sicurezza, resilienza e sostenibilità senza soffocare l'innovazione. In questo percorso, il contributo italiano è stato particolarmente rilevante, sia attraverso il ruolo di primo piano che il nostro Paese ricopre nell'ecosistema spaziale europeo, sia attraverso il lavoro svolto in sede parlamentare per rendere il testo più proporzionato, pragmatico e vicino alle esigenze delle imprese e dei nuovi operatori del settore," ha dichiarato l’On. Donazzan.
Osservazione della Terra: valore e servizio all’Industria
Il confronto è entrato nel vivo a partire da una domanda concreta: in che modo lo spazio genera valore? Il tema è stato affrontato attraverso una serie di interventi dedicati all'osservazione della Terra, alle applicazioni dei dati satellitari e alle nuove opportunità offerte dall'integrazione tra tecnologie spaziali e attività economiche tradizionali.
Dai panel dedicati all’osservazione della Terra è emerso come la crescita della Space Economy dipenda sempre più dalla capacità di trasformare dati satellitari, tecnologie multidominio e analisi avanzate in servizi concreti, comprensibili e sostenibili per il mercato, valorizzando il contributo dell’intelligenza artificiale e le collaborazioni tra industria spaziale e settori utilizzatori per generare benefici tangibili per cittadini, imprese e territori.
Successivamente il dibattito si è spostato sulla sostenibilità economica del settore, analizzando come dati, infrastrutture e servizi spaziali possano trasformarsi in modelli di business solidi e scalabili. Un confronto che ha messo in evidenza la maturazione dell'ecosistema italiano nel contesto europeo e in prospettiva globale.
Economia dell’innovazione: spazio aperto all’Industria
La discussione è proseguita affrontando un tema cruciale per lo sviluppo del comparto: il rapporto tra chi finanzia, chi produce e chi utilizza le tecnologie e i servizi spaziali. Dal confronto tra istituzioni, industria, ricerca e rappresentanze imprenditoriali è emersa la necessità di rafforzare la cooperazione tra tutti gli attori della filiera per accelerare l'adozione delle soluzioni provenienti dall'economia dello spazio.
In questo contesto, è stato evidenziato come lo spazio rappresenti un'opportunità di diversificazione e crescita anche per aziende al di fuori del comparto aerospaziale, a patto di superare la visione di un settore chiuso e orientato principalmente alla ricerca: la competitività delle PMI passa infatti dalla capacità di proporre al mercato non semplicemente tecnologie, ma soluzioni concrete a bisogni reali, costruendo modelli di business sostenibili fondati sulla domanda, sulla creazione di valore e sull'adozione dei servizi da parte degli utilizzatori finali.
Lo spazio è stato poi osservato da una prospettiva più ampia, come infrastruttura strategica per l'innovazione e la competitività. In questo contesto, Luca Vincenzo Maria Salamone, Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Italiana, e Jonathan Polotto, fondatore e Amministratore Delegato di Involve Space, hanno approfondito il passaggio della space economy da settore emergente a componente strutturale delle moderne economie industriali.
In una riflessione articolata sugli scenari del settore dal punto di vista geo-economico, geo-finanziario e geo-politico, l’Ingegner Salamone ha osservato come “la new space economy sta trasformando lo spazio da settore verticale a infrastruttura strategica per l'intera economia. È una sfida che si gioca su tre dimensioni: sviluppo industriale, capacità di attrarre investimenti e valorizzazione di tecnologie dual use. In questo contesto, l'Italia è in prima linea. Il Marketplace di IRIDE e iniziative come Space & Blue dimostrano come gli investimenti spaziali possano tradursi in applicazioni concrete, innovazione diffusa e nuove opportunità di crescita per il sistema Paese.”
Esplorazione spaziale: infrastrutture, operazioni, regole e fattore umano
Uno sguardo al futuro ha quindi portato il pubblico oltre l'orbita terrestre, verso le prospettive della futura economia cislunare. Il contributo di aziende e organizzazioni impegnate nei programmi internazionali di esplorazione ha evidenziato come la Luna stia diventando il nuovo terreno di sviluppo tecnologico, industriale ed economico per il prossimo decennio.
Guardando alla nascente economia cislunare, i relatori hanno sottolineato come le priorità immediate riguardino la realizzazione di infrastrutture resilienti, lo sviluppo di sistemi sempre più autonomi e l'utilizzo delle risorse disponibili in situ per garantire il successo delle missioni e, in prospettiva, la presenza umana permanente sulla Luna. Solo successivamente tali capacità potranno sostenere attività economiche rivolte alla Terra, mentre il nostro satellite si candida già oggi a diventare il principale trampolino per l'esplorazione dello spazio profondo grazie alla disponibilità di acqua al polo sud lunare, da cui ricavare propellente per raggiungere Marte e altre destinazioni del sistema solare sfruttando la minore gravità lunare.
Accanto alle sfide tecnologiche, il convegno ha infine dedicato spazio alle implicazioni normative, giuridiche e umane delle missioni del futuro, ricordando come l'esplorazione spaziale non sia soltanto una questione di hardware e innovazione, ma anche di regole, responsabilità e capacità di mettere la persona al centro dell'evoluzione tecnologica.
Nel panel dedicato al diritto e al fattore umano nello spazio è emersa la necessità di accompagnare l'espansione della new space economy con un quadro normativo capace di garantire al tempo stesso concorrenza, responsabilità e sicurezza degli operatori in un contesto fortemente influenzato dalle dinamiche geopolitiche, mentre sul fronte delle missioni con equipaggio è stato sottolineato come il successo dell'esplorazione spaziale dipenda sempre più dalla capacità di progettare ambienti che mettano la persona al centro, preservandone abitudini, identità culturale, spiritualità e benessere psicologico: in questa prospettiva il cibo non rappresenta più soltanto una fonte di sostentamento, ma diventa uno strumento essenziale di connessione con la propria umanità, il proprio vissuto e il senso di appartenenza a una comunità.
In chiusura di convegno, il pubblico ha accolto con entusiasmo l’intervento a sorpresa dell’Ing. Franco Malerba, primo astronauta italiano e fondatore di Space V, che ha offerto una riflessione sul significato dell’essere astronauta oggi, coinvolgendo i presenti in un viaggio ideale verso una futura base lunare e le sfide della presenza umana oltre la Terra.
Nelle conclusioni, Jonathan Polotto ha raccolto i principali spunti emersi durante la giornata, sottolineando come il futuro della space economy italiana dipenda sempre meno dalla sola capacità di sviluppare tecnologie e sempre più dalla capacità di costruire connessioni tra competenze, imprese, ricerca e visione strategica.
“Lo spazio non è più una promessa lontana: è un settore industriale che sta prendendo forma qui e ora. Il nostro compito è trasformare questa opportunità in crescita, competitività e capacità produttiva per il Paese, creando un ponte tra innovazione, industria e mercato. È questa la direzione verso cui stiamo lavorando ogni giorno.” Ha concluso l’AD di Involve Space.
La scelta di Villa Sucota, sede della Fondazione Antonio Ratti, ha rappresentato molto più di una semplice cornice per l'evento. Qui la storia del distretto serico comasco, protagonista per decenni dell'eccellenza manifatturiera italiana, incontra oggi quella del nascente distretto aerospaziale lariano. Due storie diverse ma unite dalla stessa capacità di innovare, investire nel sapere e competere sui mercati internazionali. In questo dialogo tra tradizione e frontiera tecnologica si riflette il significato più profondo della giornata: la costruzione del futuro nasce sempre da territori capaci di trasformare la propria eredità industriale in nuove opportunità di crescita.
Chi è Involve Space
è un’azienda italiana attiva nella tecnologia dei palloni stratosferici, con l’obiettivo di sviluppare piattaforme innovative per l’osservazione, le telecomunicazioni e la ricerca. Fondata a Como nel 2021, l’azienda ha al suo attivo numerose missioni commerciali e ha introdotto soluzioni proprietarie come Stratostats® e Stratorelay®, che permettono applicazioni di osservazione della Terra in linea con gli standard satellitari e, per certi aspetti, possono fornire un livello superiore di precisione e tempestività. Supportata da investitori internazionali e da programmi europei di sviluppo, Involve Space integra crescita economica e responsabilità sociale, perseguendo un modello di innovazione a basso impatto ambientale, con ambizioni di espansione globale. Involve Space è un’azienda certificata B Corporation.
Per informazioni e richieste di intervista:
Maria Paola Vercesi
Responsabile Comunicazione
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