Lo Spazio che serve l'Industria
La New Space Economy come motore dell'innovazione italiana
ComoVilla Sucota28–29 Settembre 2026

I temi del convegno
Osservazione della Terra
Dati e applicazioni per il territorio e le infrastrutture
Esplorazione spaziale
Missioni, tecnologie e nuove frontiere lunari
Filiere Industriali
Imprese e supply chain dello spazio italiano
Innovazione e Competitività
Ricerca, investimenti e crescita del settore
Le voci dell'ecosistema Spazio - Industria Italiano
Istituzioni, agenzie spaziali e industria salgono sul palco di Villa Sucota.
Più Spazio all'eccellenza italiana
Il programma e la composizione dei panel potranno subire variazioni.
28 Settembre
Accredito dei partecipanti e colazione di benvenuto
La New Space Economy italiana: dalla filiera all'ecosistema industriale
Dallo spazio alla decisione: il valore strategico dei dati di Osservazione della Terra
Dallo spazio al servizio: come costruire business model sostenibili
In conversazione con Luca Vincenzo Maria Salamone
Costruire insieme il futuro dello Spazio: sviluppare l'ecosistema competitivo tra pubblico, privato e settori non-space
Verso la Luna: la prossima economia cislunare
Oltre la tecnologia: diritto e fattore umano nelle missioni del futuro
Innovazione, investimento, impatto: il futuro italiano della New Space Economy
Networking Lunch
Trasferimento in auto o in navetta e visita a Involve Space
Aperitivo in sala Saturno
Rientro in navetta a Como (centro e stazioni)
29 Settembre
Viaggio executive a D-Orbit e ALTEC
Posti limitati. Partenza confermata al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.
Una dimora storica
Villa Sucota fu costruita dalla famiglia Volpi agli inizi del Settecento e conobbe diversi passaggi di proprietà e modifiche strutturali, in particolare nel corso del XIX secolo e all'inizio del XX. Passò in proprietà a Metternich, medico di Napoleone. Vi abitò poi l'abate Pietro Configliacchi, allievo di Alessandro Volta, il quale iniziò la coltivazione di piante rare ed esotiche nel giardino. Giovan Battista Brambilla ampliò la villa affiancando al corpo neoclassico nuovi corpi di fabbrica di gusto ottocentesco, modificati successivamente dalle ulteriori trasformazioni del complesso nel 1906 e seguenti.
Attualmente l'edificio è sede della Fondazione Antonio Ratti (FAR), organizzazione no profit, nata nel 1985 dal desiderio di Antonio Ratti di trasformare la sua profonda passione per la cultura, l'arte e il tessuto in una realtà attiva nel mondo culturale e imprenditoriale.

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